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Caffo replica a Il Messaggero: il minibrick è innovativo, non trasgressivo

Non poteva farsi attendere la replica della Distilleria Caffo all’articolo de Il Messaggero che il 25 gennaio scorso titolava “Arriva la ‘dose’ di alcol che aggira i divieti: il nuovo drink in bustina”. In una nota diffusa alla stampa il produttore calabrese ha definito l’articolo “lesivo e fuorviante” accusando la testata romana di avere travisato le dichiarazioni di Sebastiano Caffo, amministratore dell’azienda.

“Il minibrick è una innovazione di packaging che sostituisce le classiche mignon esistenti già sul mercato italiano da sempre – si legge nella nota diffusa dalla Distilleria Caffo – Non abbiamo quindi inventato un modo per aggirare la legge ma studiato un packaging innovativo per un prodotto assolutamente legale”.

Da Limbadi, sede dell’azienda, si precisa che il contenuto del minibrick è pari a 25 ml, “ovvero poco più di mezzo bicchierino standard di liquore, quantitativo che consente di rimanere perfettamente entro i limiti previsti dalla legge per chi guida”.

Si rivendica inoltre un’assunzione di responsabilità sociale che andrebbe ben oltre quanto prescritto dalla legge in quanto, si legge nella nota, la Distilleria Caffo riporta su ogni confezione la dicitura “Bevi responsabilmente” e prossimamente sarà inserito anche l’avviso “Non bere prima di guidare”.

Da ultimo un’ulteriore precisazione: “Nell’articolo si fa riferimento al Vecchio Amaro del Capo, prodotto dalla stessa ditta, ma attualmente questo non è disponibile nei minibrick”.

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