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Come incide la tostatura della botte sul profilo sensoriale della grappa?

La grappa invecchiata occupa oggi una posizione sempre più importante nel mercato, non solo come espressione di maturità del distillato, ma come territorio di dialogo tra materia prima, processo di produzione, tempo ed essenza legnosa. Ed è proprio su questa che molte volte si concentra l’attenzione, trascurando quanto il livello di stagionatura e soprattutto di tostatura possa incidere in modo determinante sull’equilibrio finale.
Vediamo allora, in estrema sintesi, come tende a cambiare l’aroma della grappa nei tre livelli canonici di tostatura.

Tostatura leggera
Emergono aromi di legno fresco, accenni delicati di vaniglia e sensazioni sottili che lasciano spazio ai profumi primari della vinaccia, come frutta e fiori, con un impatto contenuto e rispettoso del distillato.

Tostatura media
Si sviluppano aromi più intensi e avvolgenti di vaniglia, caramello, spezie dolci, cocco e mandorla tostata, con una maggiore presenza di composti aromatici che contribuiscono alla complessità e alla struttura senza risultare invadenti.

Tostatura forte
Prevalgono note marcate come caffè tostato, cioccolato fondente, cuoio e pepe nero, mentre le fragranze si attenuano e il distillato assume un colore più scuro e un carattere decisamente marcato.

Luigi Odello

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