È un romanzo che si muove tra memoria, identità e tradizione, utilizzando il mondo della distillazione come chiave simbolica più che come semplice ambientazione. E, in questo contesto, se da una parte l’autrice M. Caterina Mammola Lascala ha qualche imprecisione tecnica da farsi perdonare, dall’altra fornisce una bella dimostrazione dell’italianità della grappa. La narrazione intreccia vicende personali e radici familiari, restituendo un senso di continuità tra passato e presente, in cui il mestiere diventa metafora di trasformazione e resistenza. La scrittura è a tratti evocativa, con una costruzione narrativa che privilegia il tono riflessivo rispetto all’azione, come rilevato anche da alcune letture critiche che ne sottolineano la qualità stilistica più che la tensione narrativa. Il risultato è un testo che richiede attenzione ma ripaga con una profondità emotiva non comune, capace di parlare a chi riconosce nel lavoro e nella tradizione un elemento identitario.
Luigi Odello
Redatto con il contributo di AI
Autore: Maria Caterina Mammola Lascala
Editore: Attisanografica
Formato: 15 x 20,5
Pagine: 142




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