L'opinione

La grappa potrebbe essere un prodotto di lusso. Ma non lo sa | L’opinione di Sandro Cobror

Riprendiamo volentieri la risposta di Sandro Cobror, direttore generale AssoDistil, all’articolo “La grappa potrebbe essere un prodotto di lusso. Ma non lo sa”.

Finalmente! La Grappa non può essere un prodotto di massa semplicemente perché è contingentata dall’esiguità delle materie prime disponibili. Più di 30-40 milioni di Grappa non si potranno mai produrre semplicemente perché non ci sarebbe vinaccia italiana per produrla! Quindi, se hai un prodotto da alcune decine di milioni di bottiglie come fai a competere contro altri distillati che ne producono miliardi (e.g. whisky, vodka, rum, ecc…)? La Grappa è un prodotto destinato ad un pubblico ristretto e quindi necessariamente di lusso! Il futuro è tutto lì. Prima lo si capisce e meglio è.
In quanto distillato di nicchia, e quindi – come detto – “naturalmente” riservato ad un pubblico ristretto (in francese si direbbe “elite”, ovvero un pubblico “scelto”), la Grappa, se vuole appunto essere “scelta”, dovrà sempre di più puntare sulla qualità, oltre che sulla necessaria “narrazione” e promozione. E qualità significa attenzione maniacale alla scelta delle materie prime, ai processi di produzione, ma anche e soprattutto tanta tanta ricerca per produrre Grappe sempre migliori e che possano competere con i più blasonati distillati d’oltralpe. Oggi è già così per molte Grappe sul mercato, ma si tratta di traguardi di singole aziende mentre lo sforzo deve essere collegiale ed oggi lo si può fare grazie alla nascita del Consorzio Nazionale Grappa: tutta la Grappa deve diventare eccellenza, un prodotto per veri appassionati che sanno riconoscere la qualità e sono disposti a pagarla. I trend di consumo (in calo per tutti i prodotti alcolici, e -10% negli ultimi 6 anni per gli spirits) sono chiarissimi: il futuro non è nella quantità ma nella qualità. Oggi, più che mai, a mio parere, ci si deve concentrare su questo obiettivo, come peraltro confermato anche dai dati dell’osservatorio Nomisma presentato alla nostra ultima assemblea: gli italiani, in maggioranza, escono meno ma quando vanno a pranzo o a cena fuori “scelgono esperienze di qualità superiore”. Appunto.

Sandro Cobror
Direttore generale AssoDistil

You Might Also Like

No Comments

    Leave a Reply