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Bottega celebra il rito della vendemmia: dalla merenda del contadino, alla pigiatura dell’uva a piedi nudi

Riprendiamo volentieri la notizia di Bottega.

Il giorno 4 settembre, nei vigneti che circondano la sede Bottega a Bibano di Godega (TV), si è conclusa la vendemmia 2026. Nel corso della mattinata due squadre di lavoranti della cantina hanno raccolto le uve Glera, da cui ha origine il Prosecco Doc.
Alle 10,30, a lavoro quasi concluso, tutti i partecipanti si sono riuniti nel vigneto attorno a un tavolo di legno grezzo per consumare la “merenda del contadino”, uno spuntino energetico a base di pane, soppressa e formaggio, accompagnato da un calice di Prosecco, annata 2025, per brindare alla vendemmia e al vino nuovo che si preannuncia di ottima qualità.
A fine mattinata i figuranti della Compagnia de Calza di Venezia, indossando gli storici costumi veneziani del ‘700, hanno dapprima riempito un tino di legno con i grappoli d’uva appena raccolti, per poi lasciare alle ragazze del gruppo il compito di pigiarli a piedi nudi. Questa tradizione era particolarmente diffusa nelle campagne venete fino al secondo dopoguerra e si traduceva in una festa contadina nel corso della quale nascevano amicizie, amori, passioni. L’assaggio del primo mosto derivante dalla spremitura era riservato al mezzadro che, nel corso dell’intera annata agricola, si occupava della coltivazione dei campi e gestiva l’andamento della casa colonica.

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