Editoriale

di Luigi Odello

Si fa un gran parlare – e con non poca preoccupazione da parte dei produttori più rispettosi della tradizione – del divieto di utilizzare aromi nella grappa. Ma, a nostro avviso, l’aromatizzazione della grappa è già vietata.

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Trent’anni fa la grappa aveva solo una solida tradizione e un gruppo di irriducibili distillatori.  Oggi invece è perfettamente inserita nella filiera vitivinicola al punto che migliaia di cantine hanno messo a listino la nostra acquavite. Ma allora cosa le manca per vincere le sfide che si palesano in questo 2009?

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Stagione natalizia strana quella che stiamo attraversando. Normalmente è un buon periodo per la grappa. Si respira però l’aria della crisi, si legge e si sente che saranno feste meno spensierate del solito. Sostanzialmente però sembra che le vendite stiano tenendo.

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Il convegno di Levico sarà un’ulteriore bella occasione per confrontarsi tra distillatori e avanzare richieste comuni ai nostri rappresentanti. Levico chiama, Roma risponderà?

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Il successo dell’ultima edizione di Grapperie Aperte ha riconfermato che la grappa gode oggi di un’immagine alta. Ma mentre in questo periodo nelle distillerie si lavora alacremente, al Senato si discute il disegno di legge che legittimerebbe la distillazione fai-da-te.  E che avrebbe effetti pesanti sulla qualità e sull'immagine della grappa.

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Anche quest'anno le Donne della Grappa organizzano appuntamenti specifici per le signore in visita alle distillerie il 5 ottobre.  Nelle loro distillerie un abbinamento tra una grappa che rappresenta il territorio e un prodotto gastronomico tipico della stessa area.

Non potevano mancare all'appello: anche quest'anno per Grapperie Aperte scendono in campo le Donne della Grappa. Così il 5 ottobre, nella giornata in cui ben 40 distillerie apriranno le porte ai visitatori, le signore della grappa proporranno appuntamenti e idee riservate al solo pubblico femminile.

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Quest’anno siamo in quaranta. Proprio così: quaranta distillerie che aprono al pubblico il 5 ottobre prossimo in occasione di Grapperie Aperte 2008. Mai così tante nella breve, ma sinora significativa, storia di questa manifestazione nazionale.

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Nel bel mezzo del mese di agosto abbiamo aperto i giornali, e siamo restati di stucco nell’ apprendere del disegno di legge dei senatori Montani e Divina, che permetterebbe la produzione domestica di grappa.

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Come ormai sappiamo, lo abbiamo letto dappertutto, la denominazione “grappa” ha ricevuto il riconoscimento della Comunità Europea come denominazione geografica. Un bel passo avanti davvero e un ulteriore fiore all’occhiello dell’Italia agroalimentare. Ma non basta, il bello viene ora.

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Qualcuno potrà pensare che siamo ossessionati da un’idea fissa: ripetere al mondo che la grappa è solo italiana. D’altronde i contraffattori del nostro distillato all’estero certo non mancano. Ho tra le mani proprio il listino di una linea di “grappe” prodotte da un’azienda sudafricana.