Riassunto delle puntate precedenti

Al prossimo convegno “Grappa: Prospettive” di Levico porterò il saluto dell’Istituto Nazionale Grappa, che patrocina l’evento organizzato dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino. Ne approfitterò per ricordare quanto abbiamo ancora da fare nei prossimi mesi per il nostro amato distillato.
Non potrò non parlare del nuovo regolamento CE 110/08 che regolamenta il settore spirits a livello europeo. Certamente un bel passo in avanti, non mi stanco mai di ripetere quanto sia importante avere ottenuto la denominazione geografica per la grappa. Però al convegno non potrò non ricordare che il nuovo regolamento non rappresenta un punto di arrivo, ma di partenza: è infatti compito nostro ora dare vita a schede tecniche descrittive, che siano da una parte specchio fedele della grappa, e dall’altra quadri normativi rigidi e precisi, che non consentano interpretazioni maligne che potrebbero portare sul mercato prodotti snaturati e ben lontani dal concetto di naturalità e tradizione cui tanto teniamo. Parlo in particolare degli aspetti relativi all’aromatizzazione, e all’edulcorazione: in quanto al primo, il fatto che la Commissione Europea ci abbia riconosciuto il diritto di aromatizzare, secondo tradizione, la grappa con erbe o frutti - quanti di noi non hanno notato le multicolori bottiglie con dentro le erbe alpine, sulle piste da sci delle nostre montagne? - non deve fare pensare che questa coperta possa essere tirata fino a giustificare aggiunte di aromi che nulla hanno a che vedere con quelli naturalmente presenti nel distillato. Lo stesso dicasi per l’edulcorazione: noi chiediamo che si stia entro certi limiti e si effettui con certe modalità. Altrimenti diventa un inganno al consumatore.
A Levico tornerò anche sulla grappa fai-da-te. Un nome che abbiamo scelto per identificare quella produzione casalinga di distillato che alcuni parlamentari vorrebbero legittimare. Due i grandi pericoli. Il primo è quello di immettere sul mercato un prodotto difficilmente controllabile: come possiamo pensare a controlli sanitari e igienici accurati ed efficaci da parte dell’amministrazione statale su decine di migliaia di micro-distillatori? Il secondo pericolo è di trovarci letteralmente travolti da un’ondata di pseudo-grappa. Uno tsunami di grappa fatta in casa dal pessimo profilo sensoriale. Con il risultato di creare forte disappunto nel consumatore, proprio quel consumatore che negli ultimi anni i produttori stanno curando con grande cura, offrendo prodotti sempre migliori da un punto di vista chimico-fisico e sensoriale.
Ed infine, sarà doveroso puntualizzare la situazione di noi distillatori di fronte a una OCM vino tiranna che sembra penalizzare fortemente le nostre necessità di disporre della vinaccia per il prodotto, che forti interessi cercano di dirottare nei bruciatori per la produzione di energia elettrica. E sarà altrettando doveroso fare riferimento a quella burocrazia che, nel lodevole tentativo di effettuare uno snellimento telematico, di fatto rischia di mettere in crisi proprio le aziende più artigianali e meno strutturate, quelle che però maggiormente contribuiscono al buon nome e alla qualità del nostro prodotto.
Questo è essenzialmente il punto della situazione. Il convegno di Levico sarà un’ulteriore bella occasione per confrontarsi tra distillatori e avanzare richieste comuni ai nostri rappresentanti. Levico chiama, Roma risponderà?

Cesare Mazzetti
Presidente – Istituto Nazionale Grappa
presidenza@istitutograppa.org